| 13 Febbraio 2011
PERUGIA - Giovedì 17 Febbraio 2011 ore 20:30
L’OFFICINA Ristorante Culturale presenta CINEMA DI-VINO,
serata cinematografica a cura di Andrea Fioravanti.
La serata, nel suo tentativo di slanciarsi verso l’alto di un di-vino cinematografico parte con il tentativo tutto terreno di spazzare via luoghi comuni legati al vino, soprattutto nel nostro Paese: in Italia tutti sappiamo un po' di cibo e un po' di vino, per questo abbiamo un atteggiamento di irritante superficialità quando è il momento di raccontarlo per davvero. Tutti sostengono che sia indispensabile, per trattare tali argomenti, quella che chiamano "leggerezza" (spesso confinante con una vera e propria banalità), bisogna essere nazionalpopolari - dicono - altrimenti il pubblico non capisce. In realtà cercheremo di dimostrare il contrario: al cinema ancora non si è digerito una vera e propria cultura alimentare ed enologica, per questo, spesso, fanno recitare al vino parti prive del minimo spessore, lasciando un senso di superficialità e incompiutezza a queste pellicole.
Così il cinema italiano diventa schiavo di un'idea di marketing, che lega prodotti e territori di grande tradizione viti-vinicola, utile a vincere la sfida sui mercati, ma non a competere su quella dell’estetica.
Il progetto della serata parte proprio da un’analisi in negativo, per poi sviluppare le forme visive in cui il vino diventa autentico protagonista trasformandosi da prodotto a metafora dell’esistenza, delle miserie umane, dei vizi, ma assume anche l'accezione di emblema legato alla terra, all’amore, alla rinascita e alla riconciliazione oppure assume il ruolo di mezzo per esplorare la propria interiorità, permettendo così una riflessione che si spinge sino al divino. Nel cinema, sin dalle origini, vi è il desiderio di collocare all'interno di un orizzonte di senso narrativo: dai primi brindisi al tempo del cinema muto alle pellicole più recenti, che esplorano il mondo del vino dal punto di vista dell’economia e del costume.
Nel corso della cena cercheremo di ripercorre in modo critico e puntuale la storia del rapporto tra il vino e la “settima arte”, una coppia di fatto di antica consuetudine. Si partirà con la classificazione dei filoni tematici e degli stereotipi attraverso i quali si può leggere la presenza del vino sullo schermo. Si passerà poi a raccontare la fortuna del vino al cinema nelle diverse epoche e nei diversi Paesi. Infine, tenteremo di offrire un excursus su film nei quali il vino è presente come elemento significativo: come connotazione socio-economica, in funzione narrativa, come protagonista o anche come semplice “figurante”, ma, sempre e comunque, interessante spia del prestigio o del ruolo che esso riveste nell’immaginario collettivo.
Tutto questo per sottolineare attraverso “Osmosi dei Sensi” che il cinema, quale espressione artistica, si avvale di suggestioni fatte d'immagini, suoni, parole che attraverso i registi hanno saputo creare consapevolmente, o talvolta inconsapevolmente, una riflessione verso l'”altrove” indagando la spiritualità e la temporalità, in cui è possibile percepire il rapporto, la riflessione i tratti esistenziali dell'uomo moderno.



